Disturbi dell’alimentazione: la Bulimia

La Bulimia è un disturbo alimentare, che consiste nell’ingurgitare grandi quantità di cibo nel giro di poche ore, a cui segue però una sensazione di disgusto e senso di colpa che si cerca di eliminare, attraverso il vomito principalmente, o con lassativi, clisteri, attività fisica estrema.

È un disturbo molto diffuso e forse il più difficile da riconoscere, poiché a differenza degli altri disturbi alimentari dove c’è un eccesso o difetto di peso, qui non vi sono evidenti aumenti o cali di peso, anzi solitamente si è in normo-peso, motivo per il quale le condotte bulimiche riescono spesso a passare inosservate.

Sintomatologia

Si parla di Bulimia quando e se la persona mostra:

  • Ricorrenti abbuffate: mangiare grosse quantità di cibo, più di quelle che mangerebbero la maggior parte delle persone comuni; sensazione di perdere il controllo durante l’abbuffata (si avverte la sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o non potere controllare quanto si sta mangiando).
  • Ricorrenti e inappropriate condotte compensatorie (almeno 2 volte a settimana) dovute all’aumento possibile o esistente di peso, attraverso vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, clisteri e altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo, ecc.
  • L’autostima viene influenzata dalla forma e dal peso corporeo.

Dunque si verifica un continuo alternarsi di abbuffate, digiuno o vomito, che vengono solitamente precedute da sentimenti e stati d’animo negativi (tristezza, ansia, nervosismo, frustrazione), che portano la persona a sfogarsi in segreto su grandi quantità di cibo, ingerito velocemente, arrivando a introdurre anche più di 20.000 Kcal in un’abbuffata, ingozzandosi avidamente senza rendersi conto di ciò si sta facendo.

Terminata la crisi, o perché arriva qualcuno o perché si prova malessere per quanto e ciò che si è mangiato, iniziano i sensi di colpa e ci si chiede come sia potuto succedere? Come si è perso il controllo? Il malessere psicologico è tale che bisogna rimediare alla crisi in qualsiasi modo possa far espellere quanto ingurgitato avidamente (vomito, lassativi e diuretici, digiuno e esercizio fisico.

Le persone affette da Bulimia spesso tendono a pianificare le loro abbuffate, come in un calendario ciò però si ripercuote sulla vita sociale: non vanno alle feste, cene cerimonie alle volte, per evitare l’accesso al cibo, che non saprebbero gestire poi.

Incidenza e fattori di rischio

La maggior parte delle persone bulimiche è donna e questi disturbi compaiono già dall’adolescenza, soprattutto in quelle ragazze che vivono delle rilevanti problematiche familiari (perdita di un caro, malattia, divorzi, ecc.), oppure sono più inclini a sviluppare disturbi psichiatrici o di personalità (ansia, umore, depressione, borderline…) e anche per questo spesso fanno uso di sostanze o sono affette da altre dipendenze, per lenire la sofferenza ed il profondo malessere, che causa loro delle distorsioni di pensiero sul cibo, la forma ed il loro peso, e sul controllo degli impulsi, esponendole maggiormente al rischio di suicidio.

Dunque rispetto agli altri disturbi della condotta alimentare, la Bulimia pur non comportando variazioni di peso evidenti, rimane tuttavia disfunzionale soprattutto nociva per la salute, se pensiamo a come queste donne imparano un gesto che dovrebbe essere automatico ed involontari: VOMITARE.

Auto-indursi il vomito dopo i pasti, in silenzio e di nascosto, espone a dei rischi non indifferenti:

  • corrosione dei denti,
  • aumento di carie,
  • danni allo stomaco, pancreas, esofago e la così detta “faccia a gatto ‘’, dovuta all’infiammazione delle ghiandole salivari, che causano un rigonfiamento delle parotidi.

Precursori della Bulimia sembrano essere, oltre alle situazioni problematiche vissute, anche storie di sovrappeso individuale passata o familiarità alla tendenza del sovrappeso, l’ossessione di essere magre, menarca precoce durante l’adolescenza che causa repentine variazioni di peso, che non si accettano e riescono a gestire, motivo di insoddisfazione.

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